Smartworking, quali sono le abitudini degli italiani nelle nuove case- ufficio?

13 Ottobre 2020

Smartworking, quali sono le abitudini degli italiani nelle nuove case- ufficio?

A distanza di parecchi mesi dallo scoppio della pandemia, molti di noi stanno continuando a lavorare da remoto. Ancora oggi, infatti, lo smartworking rimane una scelta obbligata per molti genitori e la soluzione ideale per tanti lavoratori alle prese con le difficoltà scatenate dal Covid-19. Ma fra video call, scrivanie improvvisate e problemi di connessione, quali sono le nuove abitudini degli italiani nelle case- ufficio?

Le video call sono una costante

Secondo un’indagine che InfoJobs, la piattaforma n.1 in Italia per la ricerca di lavoro online, ha realizzato per capire come si svolge la vita degli italiani ai tempi dello smartworking e del Covid-19, chi lavora nelle case- ufficio impiega una buona parte della propria giornata cercando di rimanere in contatto con colleghi, capi, clienti, fornitori. Infatti, il 34,8% dei partecipanti trascorre al telefono da una a tre ore al giorno e il 13,2% ben quattro ore o più. Spesso, non ci si limita alla semplice chiamata, ma si sceglie la video call.

È il modo migliore per rimanere sempre in contatto

Ma per quali motivi, durante lo smartworking, si trascorre così tanto tempo al telefono? Quando a mandare la richiesta di video call sono i superiori, nel 53,6% dei casi la ragione è un aggiornamento del team, mentre nel 28,4% il bisogno di discutere report/preventivi o proposte last minute. Anche quando l’idea parte dai colleghi, nella maggior parte dei casi è per un allineamento del team (59,6%). Molto sentito, inoltre, il bisogno di supporto (47,5%) o di divisione delle attività per rispettare le deadline stabilite. Il 14,1% dei “pari”, poi, organizza pre-meeting dalle rispettive case-ufficio prima di affrontare il capo: evidentemente il Covid-19 non ha annullato il timore di non apparire allineati davanti ai superiori.

Gli imprevisti sono all’ordine del giorno

Fare una video call è tecnicamente molto semplice. Ma quando si è in smartworking non mancano certo gli imprevisti. I più frequenti sono i figli che urlano o litigano (46%) e i familiari con mise improbabili che irrompono nelle case-ufficio (41,1%). Comuni anche i rumori del collega multitasking, come il tramestio dei piatti, l’acqua del bagno, lo sfrigolio del soffritto (27,6%), e il gatto che passa davanti al monitor (20,8%).

Gli italiani dedicano attenzione alla preparazione delle video call

Eppure i lavoratori investono tempo ed energie nella preparazione delle video call e prestano attenzione a diversi aspetti. Infatti, si preoccupano di cercare un luogo, all’interno delle case-ufficio, dove l’audio sia perfetto e dove siano sicuri di non essere disturbati (48,5%), e anche dove ci sia uno sfondo neutro (26,7%). Inoltre, curano l’aspetto (19,4%) e ovviamente fanno in modo di essere preparati in merito all’agenda del giorno (22,4%). Anche se in smartworking per via del Covid-19, infatti, non vogliono farsi trovare impreparati.

Serve una connessione adeguata

Il successo di una video call, però, dipende anche da un altro, fondamentale, aspetto: la connessione. Non è un caso che il 30,5% degli italiani si sia sentito ripetere più di una volta, o abbia detto, “togli il video che magari prendi meglio”. Se volete che le vostre case-ufficio siano perfette, dunque, dovete assicurarvi anche di avere una rete internet affidabile, stabile e sicura. Scegliete Intred: con i nostri servizi, rimanere in contatto senza interruzioni anche da remoto non sarà più un problema.

2020-10-13T14:25:56+00:00