
Smart working o “modello ibrido”: come sarà la nuova settimana lavorativa?
Solo lo scorso anno, la differenza di vedute nel settore tech sembrava insanabile. Da un lato i fan dello smart working fisso, dall’altro i suoi nemici. Cosa scegliere? La possibilità di scelta e decentramento produttivo o il focus sulle relazioni umane e sul contatto diretto? Oggi dalla sintesi di queste due idee è nato il “modello ibrido” destinato a trovare ampia applicazione anche post Covid-19. Di cosa si tratta? Scopriamolo subito!
Via con il “modello ibrido”: cosa significa?
Cos’è il modello ibrido? Parliamo di una settimana lavorativa flessibile che prevede tre giorni “collaborativi” in ufficio e gli altri due da remoto. Scopriamo di più!
La produttività del lavoro può aumentare del 25%
Il lavoro tanto da ufficio quanto da casa, se opportunamente organizzato ed equilibrato, può aumentare la produttività di oltre il 25%. Il lavoro e lo studio del futuro sarà un combinato di attività svolte a distanza con supporti digitali e con piena flessibilità di orario e di altre in presenza che richiedono condivisione e interazione tra persone. Troppi lavoratori e studenti negli scorsi mesi sono stati gettati nell’esperienza a distanza impreparati, ma è urgente pensare al futuro superando poco utili contrapposizioni tra ‘smart sì’ o ‘smart no’, a favore di logiche di integrazione delle attività. Il potenziale dello sviluppo dello smart working e dello smart learning, sia in forma estensiva, ma ancor più in forma ibrida, è molto grande.
Da smart working a “modello ibrido”
Nell’ultimo anno abbiamo imparato come lavorare meglio virtualmente. Ci siamo adattati e abbiamo continuato a innovare. In questa logica, in tanti hanno iniziato a pensare che un modello lavorativo flessibile possa portare alle aziende una maggiore produttività, collaborazione e benessere. Questo però significa impegnarsi a rinnovare gli uffici con l’introduzione di spazi collaborativi per gruppi fino a 12 persone, spazi esterni per riunioni in team, scrivanie riservabili per i dipendenti.
Un po’ a casa, un po’ in ufficio, vi piacerebbe questa possibilità? Certo dovrete dotarvi di una connessione potente e sempre efficiente, come la nostra di Intred. Richiedi subito più informazioni!
Via con il “modello ibrido”: cosa significa?
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La produttività del lavoro può aumentare del 25%
Il lavoro tanto da ufficio quanto da casa, se opportunamente organizzato ed equilibrato, può aumentare la produttività di oltre il 25%. Il lavoro e lo studio del futuro sarà un combinato di attività svolte a distanza con supporti digitali e con piena flessibilità di orario e di altre in presenza che richiedono condivisione e interazione tra persone. Troppi lavoratori e studenti negli scorsi mesi sono stati gettati nell’esperienza a distanza impreparati, ma è urgente pensare al futuro superando poco utili contrapposizioni tra ‘smart sì’ o ‘smart no’, a favore di logiche di integrazione delle attività. Il potenziale dello sviluppo dello smart working e dello smart learning, sia in forma estensiva, ma ancor più in forma ibrida, è molto grande.
Da smart working a “modello ibrido”
Nell’ultimo anno abbiamo imparato come lavorare meglio virtualmente. Ci siamo adattati e abbiamo continuato a innovare. In questa logica, in tanti hanno iniziato a pensare che un modello lavorativo flessibile possa portare alle aziende una maggiore produttività, collaborazione e benessere. Questo però significa impegnarsi a rinnovare gli uffici con l’introduzione di spazi collaborativi per gruppi fino a 12 persone, spazi esterni per riunioni in team, scrivanie riservabili per i dipendenti.
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