Intred Magazine

La connessione di rete in azienda

Qual è lo scenario e il grado di soddisfazione dei lavoratori nei confronti della connessione sul luogo di lavoro? La ricerca commissionata da Juniper Networks, azienda specializzata nelle reti sicure basate su AI, e condotta da Doxa, ha coinvolto oltre 1.200 dipendenti di aziende italiane operanti in settori eterogenei, con l’obiettivo di valutare l’esperienza degli utenti con la connessione aziendale. La ricerca ha indagato tematiche quali la tipologia di connessione in azienda (se tramite collegamento wireless o cavo di rete) e il livello di soddisfazione dei dipendenti rispetto alla rete aziendale. Rispetto alla tipologia di connessione è emerso che 1 collegamento su 3 avviene in Wi-Fi (35%), mentre la maggior parte delle connessioni in azienda (65%) avviene tramite cavo di rete. Per quanto riguarda il livello di soddisfazione rispetto alla rete, solo il 25% degli intervistati si dichiara pienamente soddisfatto delle performance del Wi-Fi, percentuale che sale al 35% se la connessione avviene tramite il cavo di rete. I due aspetti che soddisfano maggiormente gli utenti sono l’affidabilità della connessione, sia per chi si collega in Wi-Fi (30%) sia per chi predilige il cavo (41%), seguita dalla velocità di connessione, 28% in Wi-Fi, 35% via cavo. Andrea Manusardi, Research Manager di Doxa, racconta che: “Secondo i risultati emersi dall’indagine, la domanda di una sempre maggiore accessibilità, affidabilità ed efficienza della rete aziendale è destinata ad aumentare. Per massimizzare il successo, le aziende dovranno selezionare con attenzione partner tecnologici che mettono in campo l’innovazione necessaria per rendere la rete sempre più automatizzata, intelligente e capace di offrire agli utenti la migliore esperienza possibile”. Intred è una società che propone soluzioni di telecomunicazione d’avanguardia e garantisce una infrastruttura di rete altamente ridondata in termini geografici e in termini di apparati attivi impiegati. Intred collega in fibra ottica le più grandi aziende e la maggioranza delle Pubbliche Amministrazioni della Lombardia: scegliere Intred significa poter contare sui vantaggi di una fibra proprietaria, come il totale controllo sull’infrastruttura, la continua espansione e potenziamento della rete e l’affidabilità e velocità del servizio.

La crescita delle startup ICT

Contrariamente a quanto si possa pensare, nonostante la crisi sanitaria e l’incertezza economica legata alla guerra in Ucraina, i processi di digitalizzazione dell’economia italiana non hanno subito rallentamenti: il report di monitoraggio realizzato da Anitec-Assinform e Infocamere riporta una crescita delle startup e PMI del settore ICT, che nel mese di aprile ammontavano nel nostro Paese a 8.169, con un aumento del 22,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non sorprende che, secondo quanto emerge dal report, le startup e PMI nel settore ICT siano per lo più microimprese, come d’altronde tutte le startup innovative. In termini demografici quasi 1 su 5 è un’impresa fondata da under-35, mentre risultano essere sottorappresentate le imprese femminili, con una quota del solo 10,7%. La distribuzione geografica sul territorio italiano non varia di molto rispetto alla distribuzione dell’intero settore ICT: la Lombardia ha la maggiore concentrazione con il 29,7%, seguita da Lazio con il 13,8% e Campania con l’8,1%. Il 53% circa di tutte le startup innovative si concentra nella produzione di software e consulenza informatica e nella ricerca scientifica e sviluppo. Nello specifico, le componenti più innovative del mercato digitale su cui si concentrano le startup e le PMI sono principalmente: soluzioni digitali, intelligenza artificiale e machine learning, soluzioni di IoT e Mobile app. Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform dichiara: “Questo segmento si conferma protagonista della trasformazione digitale del Paese in un momento in cui in Italia si assiste a un periodo economico instabile. Mi auguro che le politiche industriali e i nuovi progetti supportati dal PNRR riescano a stimolare la crescita di nuove S&PMII ICT, che si confermano attori fondamentali dell’ecosistema dell’innovazione”. Come molte di queste piccole realtà, anche Intred è nata dalla volontà di tre soci che hanno deciso di tradurre in impresa un’intuizione innovativa. Oggi Intred è una realtà affermata, un’impresa che ha fatto dell’innovazione e della creazione di soluzioni all’avanguardia nel settore della comunicazione ultraveloce il proprio tratto distintivo.

La rete fissa in Italia

Dallo scoppio della pandemia è stato istituito un apposito Osservatorio per mappare settimanalmente l’andamento del traffico dati. Ciò che emerge dalle rilevazioni di questo Istituto è una crescita costante del traffico dati su rete mobile e un forte aumento anche del traffico su rete fissa. In particolare, il traffico su rete fissa è stato, ed è tutt’ora, caratterizzato da alcune situazioni di picco: nella prima fase del Covid-19 i dati sono saliti alle stelle a seguire delle notizie più importanti relative alla diffusione della pandemia e ai relativi decreti governativi, mentre dalla seconda metà dello scorso anno alla curva si sono aggiunti i picchi legati alla visione delle partite di calcio in streaming durante i weekend. Nella rete fissa gli accessi complessivi sono cresciuti di circa 220mila unità su base annuale; in questo scenario, inoltre, è interessante notare come le tradizionali linee in rame si siano ridotte di quasi 1,7 milioni mentre le linee che utilizzano altre tecnologie, nel corso del 2021, sono aumentate di oltre 2,1 milioni. Nello specifico le linee FTTC sono aumentate di 950mila su base annua, mentre gli accessi FTTH sono cresciuti di circa 800mila unità e, per quanto in misura minore, anche le linee Fixed Wireless Access hanno registrato un incremento pari a 165mila unità nell’anno. Complessivamente le linee a banda larga, a fine dicembre 2021, hanno sfiorato i 18,7 milioni, in crescita di 500 mila unità rispetto all’anno precedente. Chiaramente, a fronte di questi dati in crescita corrisponde un aumento dei dati unitari di consumo pari del 14,9% sul 2020 e del 67,3% nei confronti del 2019. Grazie alla disponibilità di una rete in fibra ottica diffusa capillarmente sul territorio lombardo Intred è in grado di fornire a clienti business e retail connettività in banda larga, ultra-larga e wireless. La rete in fibra ottica Intred impiega il meglio della tecnologia disponibile ed è stata progettata per offrire prestazioni di altissimo livello.

Una casa intelligente

Siamo circondati dalla tecnologia, in ufficio, in palestra, sui mezzi pubblici, ma anche tra le mura domestiche. Le nostre case sono sempre più tecnologiche, sempre più intelligenti, tant’è che si parla di Smart Home, un concetto che ormai è sempre più conosciuto dal grande pubblico: dal report dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano emerge che il 46% degli italiani possiede in casa almeno un oggetto smart, un dato in costante crescita rispetto ai tre anni precedenti. Sono tre le principali motivazioni che spingono un consumatore all’acquisto, ovvero il comfort, la sicurezza e la possibilità di controllare a distanza i dispositivi connessi. Angela Tumino, direttore dell’Osservatorio Internet of Things, racconta: “Sul fonte della domanda, il consumatore si dimostra sempre più interessato alla possibilità di gestire da remoto gli oggetti smart in casa e di attivare servizi e funzionalità avanzate”. Dal report risulta, infatti, che il 12% di chi ha dispositivi connessi in casa ha già attivato un servizio aggiuntivo e che, in futuro, il 77% di chi desidera oggetti smart è interessato ad attivare nuovi servizi, come analisi dei consumi energetici, installazione e assistenza. Sono gli elettrodomestici e gli smart speaker a guidare la crescita del mercato delle Smart Home. Gli elettrodomestici registrano un tasso di crescita del +35%, grazie a un progressivo ampliamento dell’offerta, mentre gli smart speaker rappresentano un comparto da ben 130 milioni di euro, anche se, tuttavia, attualmente non vi è ancora una vera integrazione con la Smart Home: in Italia solo l’11% dei possessori di smart speaker utilizza questi dispositivi per gestire altri oggetti smart in casa. In forte ripresa le soluzioni per la sicurezza, un mercato trainato da soluzioni hardware quali videocamere, sensori per porte/finestre e serrature connesse, che registra una crescita del +20%. In termini di incidenza sulle vendite, una buona fetta è ricoperta dalle caldaie, dai termostati (spesso smart) e dai condizionatori, tutti connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione. Una casa per essere davvero smart e sfruttare a pieno il potenziale di questi apparecchi elettronici ha bisogno in primis di una connessione internet stabile, performante e veloce, proprio come quella offerta da Intred.

Tecnologia e istruzione

Rispetto al binomio tecnologia-istruzione, un tema centrale nel dibattito odierno è quello del ruolo della trasformazione digitale e di come questa possa, e debba, essere indirizzata. Anche nell’ambito dell’istruzione la tecnologia si è rivelata una valida alleata, anche se la consapevolezza sulla sua potenzialità è tardata ad arrivare: a causa di mancanza di fondi e per incapacità nel comprenderne il suo ruolo, per troppi anni la tecnologia è rimasta fuori dalle mura scolastiche. Negli ultimi anni però, finalmente le aule cominciano a popolarsi di apparati tecnologici, come computer, lavagne interattive e una connessione ad Internet di qualità. Chiaramente, il percorso di digitalizzazione delle scuole è appena iniziato, è necessario continuare a investire nelle infrastrutture, ma anche nella formazione del corpo docenti. Il potenziale della tecnologia applicata all’istruzione è dunque noto, si tratta di uno strumento in grado di abilitare enormi opportunità, ma se non gestita in maniera adeguata rischia, allo stesso tempo, di accentuare le disuguaglianze: secondo Luciano Guglielmi, Direttore del Comitato di Indirizzo della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, infatti, il pericolo più grosso che si può correre introducendo la tecnologia a supporto della didattica nelle scuole è quello di creare scuole, e quindi studenti, di serie A e di serie B. Per evitare di incorrere in questo scenario è necessario che le istituzioni si impegnino concretamente a promuovere l’utilizzo della tecnologia tramite percorsi di formazione e a elargire adeguati fondi per la costruzione di infrastrutture analoghe per tutte le scuole, indipendentemente dalla collocazione geografica, dalla dimensione o altri fattori di potenziale discriminazione. Attraverso il Bando Scuole Intred contribuisce a questo processo di trasformazione tecnologica degli istituti scolastici, fornendo connettività Internet a banda ultralarga alle sedi scolastiche della Lombardia e promuovendo la digitalizzazione secondo una logica inclusiva.

Le prospettive delle imprese

Più dell’80% delle imprese prevede di raggiungere una completa o parziale solidità entro la prima metà del 2022. A rilevarlo il report dell’Istat “Situazione e prospettive delle imprese dopo l’emergenza sanitaria Covid-19”. Quanto alla valutazione dell’andamento del fatturato tra giugno e ottobre 2021 rispetto agli stessi mesi del 2020, il report individua tre gruppi di imprese: il 34,2% dichiara una riduzione delle vendite, il 33,7% un andamento stabile e il 32,1% un aumento. Dalla ricerca, condotta su un campione di oltre 90mila imprese, emerge una particolare attenzione delle imprese verso investimenti orientati alla sostenibilità ambientale: una impresa su due realizzerà investimenti green con modesta (41,4%) e alta (8,4%) intensità. Nel corso del 2022, accanto agli investimenti green, sei imprese su dieci intendono investire anche in capitale umano e formazione. Per contro, è ancora piccola la quota di imprese che considerano fondamentali le tecnologie 4.0 per le proprie attività. L’intensità degli investimenti in tecnologia e digitalizzazione varia in modo marcato a seconda della dimensione aziendale: tra le imprese che realizzano investimenti in tecnologia prevalgono le grandi aziende (82,8%) rispetto a quelle di più ridotte dimensioni (36,8%). I fattori rilevati come più importanti sono: la connessione Internet, considerata cruciale per il 54,3% delle imprese, a seguire la sicurezza, in termini di prevenzione di attacchi ed eventuali azioni di recupero dati, e in ultimo la formazione digitale. Lo scenario fotografato dal report evidenzia come le imprese siano ancora poco inclini all’introduzione di processi e tecnologie che potenzialmente potrebbero apportare miglioramenti sulla loro produttività: “le tecnologie per innalzare la produttività sono quelle meno considerate, probabilmente per la loro specificità settoriale ma anche per una diffusione ancora limitata, specialmente tra le imprese medio-piccole. La quota di imprese che segnalano attenzione per questi fattori è intorno al 20% nel caso di automazione e tecnologie 4.0 e di soluzioni cloud e gestione in remoto di servizi e infrastrutture. Non raggiunge il 10% per applicazioni di Intelligenza artificiale e analisi dei Big Data mentre si attesta al 14,8% per il miglioramento dei processi legato al commercio online”. Intred, come società ad alto contenuto tecnologico che propone soluzioni di telecomunicazione d’avanguardia, promuove lo sviluppo e la diffusione della tecnologia tra le imprese, certa del vantaggio competitivo di una connessione rapida e performante.

PMI lombarde verso l’Intelligenza Artificiale

Già alla fine dello scorso anno, si è tenuta una serie di eventi su quello che si preannuncia essere uno dei temi principali dei prossimi tempi: l’impiego dell’Intelligenza Artificiale nel settore industriale. Tant’è che, nella presentazione del progetto “Il futuro parte da qui: l’intelligenza artificiale al servizio delle nuove emergenze globali”, Stefano Bolognini, assessore regionale allo Sviluppo Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione, affermava che l’AI avrà un peso sempre maggiore e giocherà un ruolo determinante nella costruzione del nostro futuro in pressoché tutti i settori. In effetti, la Lombardia è tra le regioni in prima linea ad adottare sistemi di Intelligenza Artificiale in vari ambiti produttivi, rispondendo a pieno titolo al Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale 2022-2024 lanciato dall’Italia a novembre 2021 e atto a favorire l’innovazione tecnologica e la transizione digitale a livello nazionale. Tre sono gli obiettivi generali del programma: * attrarre nel nostro paese talenti stranieri, promuovendo carriere in ambito STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e implementando le conoscenze in ambito digitale e AI * aprirsi a collaborazioni tra industria e mondo accademico/della ricerca * adottare sistemi di AI nelle industrie e nella pubblica amministrazione IL CASO DELLA LOMBARDIA  La Lombardia si sta dimostrando una delle regioni trainanti nell’adozione dell’Intelligenza Artificiale in svariati settori di produzione, come dimostrano non solo eventi e tavole rotonde che, da fine 2021, animano Milano, ma anche i recenti studi a cura di Digital Innovation Hub Lombardia. Il risultato di questi studi, condotti su un campione di circa 250 PMI dei settori manifatturiero, tessile, alimentare, automotive, chimico, edile, carta e plastica, meccatronico e life sciences ha rilevato due principali tipi di applicazione dell’Intelligenza Artificiale, con relativi benefici: flessibilità organizzativa e personalizzazione del prodotto, entrambi fattori chiave per la competitività delle aziende al giorno d’oggi. Più nel dettaglio, per quanto riguarda la flessibilità, la sfida maggiore che le PMI lombarde si trovano ad affrontare è quella dell’organizzazione, intesa come velocità decisionale e creazione di team orizzontali, in cui il dialogo tra le varie componenti aziendali sia fluido, costante e proattivo. Il fine ultimo, infatti, è cogliere inusuali e ancora poco battuti ambiti di applicazione dell’Intelligenza Artificiale e, su questi, costruire il proprio vantaggio sui competitor. Una più avanzata applicazione dell’AI è, invece, presente a livello di personalizzazione del prodotto: le aziende della Lombardia, infatti, sono finora state in grado di rispondere in modo efficace alle continue richieste di customizzazione dei prodotti e dei servizi. Il motivo è presto detto: alla base dell’Intelligenza Artificiale c’è la raccolta costante di dati che, se correttamente studiati e interpretati, permettono di supportare a 360 gradi le esigenze dei clienti, talvolta anticipando i trend del mercato e, di conseguenza, accumulando un vantaggio competitivo notevole a livello internazionale. In pratica, l’AI permette l’aggiornamento costante e il perfezionamento delle cosiddette economie di gamma, ossia la capacità di rendere disponibile uno stesso prodotto in versioni diverse. Inoltre, l’Intelligenza Artificiale potrebbe ridurre significativamente i costi verso la transizione digitale auspicata dal programma 2022-2024 grazie all’ottimizzazione e alla monitorizzazione dei processi. MILANO È IL FUTURO DELL’AI Questa è la situazione delle PMI al momento attuale, ma in regione sono già state poste le basi per la collaborazione tra imprese e accademia. Milano si sta infatti preparando a diventare uno dei più quotati poli scientifici europei per ricerca e applicazione dell’Intelligenza Artificiale grazie a ELLIS, European Laboratory for Learning and Intelligent Systems, che riunisce i ricercatori dell'Università Bocconi, Statale, Bicocca e Politecnico. Lo scopo? Studiare e ricercare ambiti di applicazione dell’AI nel Machine Learning interattivo, nelle reti neuronali e Deep Learning, nella salute e nella biologia computazionale, nell’analisi ed elaborazione del linguaggio naturale. Scontato ribadire che i risultati saranno utili alle aziende in modi che, se ora si fatica a immaginare, nel tempo daranno a esse vantaggi non indifferenti in Italia, in Europa e nel mondo. Intred è consapevole di come la disponibilità di tecnologie via via più performanti costituisca un vantaggio competitivo concreto, per questo motivo il suo sguardo è costantemente orientato al futuro.

Sicurezza energetica e digitalizzazione

La digitalizzazione sta trasformando rapidamente i sistemi energetici, favorendo anche un'accelerazione verso la transizione all’energia pulita e low carbon. In questo settore la componente digital si sta dimostrando in grado di sbloccare maggiori opportunità di risposta alla domanda di consumo, integrare quote di energie rinnovabili variabili e bilanciare in maniera intelligente e automatizzata le forniture di energia. Tra le forme di energia, l’elettricità sta diventando il vettore principale delle transizioni verso l’energia pulita e la sicurezza della sua fornitura è essenziale. Il tema della sicurezza energetica ha a che fare con la garanzia di una fornitura di energia ininterrotta e affidabile e la disponibilità di materie prime legate all’energia a prezzi accessibili. Secondo il Report “Security of clean energy transitions” realizzato dall’International Energy Agency, la digitalizzazione offre molte opportunità per migliorare la sicurezza energetica: supporta una migliore pianificazione energetica ed effettua un monitoraggio in tempo reale, facilitando l’uso di risorse energetiche distribuite per fornire servizi ai sistemi di alimentazione e anche in risposta a situazioni critiche. In questi termini i governi devono garantire solide capacità di preparazione e risposta alle emergenze energetiche in un sistema sempre più digitalizzato. Per contro, l’aumento della connettività, dell’automazione e della digitalizzazione aumenta i rischi dei cyberattacchi. La continua espansione dei dispositivi connessi e delle risorse energetiche distribuite accresce le preoccupazioni per la sicurezza informatica. Poiché la prevenzione totale dei cyberattacchi non è raggiungibile, i sistemi energetici possono diventare più resilienti al fine di resistere, adattarsi e recuperare rapidamente da incidenti e attacchi, preservando la continuità delle operazioni delle infrastrutture critiche. Intred crede fortemente che ogni innovazione tecnologica determini un progresso sociale e anche nell’ambito dei sistemi energetici la digitalizzazione può portare a grandi trasformazioni.

Novità di marzo: via ai voucher per le imprese

Marzo si apre con una grande novità e opportunità per le imprese: dal primo marzo è possibile richiedere un contributo da un minimo di 300 euro ad un massimo di 2.500 euro per i servizi di connettività a banda ultralarga da 30 Mbit/s ad oltre 1 Gbit/s. Sulla scia della strategia italiana per la banda ultralarga e rispondendo alle priorità indicate nel PNRR, il Piano Voucher per le imprese rappresenta una misura volta a favorire la connettività a internet ultraveloce e la digitalizzazione del sistema produttivo su tutto il territorio nazionale. Le risorse destinate all’incentivo della Fase II del Piano Voucher ammontano complessivamente a 589.509.583,00 euro. Con l’avvio di questa seconda fase il Ministero dello Sviluppo Economico dà un ulteriore strumento di innovazione alle imprese micro, piccole e medie per sviluppare la competitività sul mercato e le competenze dei lavoratori. La sottosegretaria al Mise, Anna Ascani, dichiara “Stiamo sostenendo la domanda di infrastrutturazione del Paese: i voucher vanno incontro alle esigenze di una delle colonne portanti del nostro sistema produttivo. Abbiamo coinvolto le associazioni delle imprese e gli operatori affinché la misura venga utilizzata a pieno in tutto il territorio nazionale”. Il Piano Voucher sarà attivo fino a esaurimento delle risorse stanziate e, comunque, non oltre 24 mesi. Le imprese potranno richiedere l’incentivo direttamente agli operatori di telecomunicazione accreditati sul portale attivato da Infratel. Intred è consapevole di come la disponibilità di tecnologie via via più performanti costituisca un vantaggio competitivo concreto: se possiedi una micro o piccola media impresa e sei interessato a ottenere il contributo, contattaci [https://www.intred.it/per-il-tuo-business/convenzioni/voucher-fase-ii-imprese]e un nostro Area Manager ti richiamerà per spiegarti come beneficiare del bonus connettività.

Nuovi trend per l'e-commerce

Anche nel 2021 lo shopping online ha registrato un forte incremento: stando all'analisi condotta da Idealo Italia l'incremento dell'e-commerce lo scorso anno è stato del 68%. L'e-commerce è un mercato dinamico in continua evoluzione; PayPlug ha effettuato una ricerca riguardo le nuove frontiere dello shopping online da cui sono emersi alcuni trend che gli e-merchant dovranno seguire nel 2022 per poter stare al passo. Tra le principali novità che gli operatori dovranno essere in grado di sfruttare ritroviamo i marketplace social. È errato pensare ai social network esclusivamente come piattaforme di interazione; la loro potenzialità va ben oltre, gradualmente si stanno trasformando in veri e propri marketplace, tanto che il 53% dei 16-24enni utilizza proprio i social media per trovare un brand. Il Livestream Shopping si è rivelato un sorprendente strumento di conversione, più performante rispetto ai canali tradizionali dell’e-commerce. La vendita online tramite video in diretta social viene sfruttata sempre di più anche dalle PMI per connettersi con la propria community e aumentare le vendite. In seguito al rafforzamento delle norme sulla protezione dei dati personali e alla decisione dei browser web di disattivare i cookie di terze parti, gli e-merchant per continuare a offrire servizi personalizzati online nel rispetto della privacy possono ricorrere ai first party data, o dati proprietari, raccolti cioè in modo diretto dal proprio pubblico. Parliamo quindi di dati raccolti per esempio attraverso le interazioni degli utenti sul sito web, le mail e gli sms o i CRM dei punti vendita. Una customer journey di successo deve prevedere il supporto di agenti conversazionali, come sms, e-mail, applicazioni di messaggistica e chatbot, dotati di Intelligenza artificiale per comunicare in tempo reale e potenziare le relazioni con i propri clienti. Stiamo assistendo a una graduale ascesa del Voice Search, ovvero l’utilizzo della ricerca con comandi vocali. Per incrociare questa tendenza la strategia è quella di puntare sul Veo (Voice Engine Optimization), che consiste nell’utilizzare parole chiave che corrispondano al linguaggio comune degli utenti. Queste sono alcune delle nuove tendenze che gli e-merchant dovranno tenere in considerazione e Intred con i propri servizi affianca i propri clienti offrendo soluzioni all’avanguardia e ritagliate su esigenze effettive.

Il digitale come ancora di salvezza

La pandemia ha innescato una vera e propria “rivoluzione digitale” anche tra le aziende, rivoluzione che per molte ha rappresentato una vera e propria ancora di salvezza. A confermarlo il report “Small & Medium business trend report” realizzato da The Harris Poll per Salesforce, che ha preso in considerazione le risposte di oltre 2.500 imprenditori e dirigenti di piccole e medie imprese su scala globale. Dall’analisi emerge chiaramente come il digitale sia stato per molte aziende uno degli strumenti chiave per lasciarsi alle spalle il momento di difficoltà causato dal Covid-19: secondo la ricerca il 71% delle PMI è sopravvissuto alla pandemia grazie alla digitalizzazione, percentuale che si riduce al 63% se consideriamo il territorio italiano. Un dato saliente è che il 50% delle PMI con fatturato in crescita, durante la pandemia, ha offerto modalità di lavoro flessibile ai propri dipendenti, rispetto al 38% delle piccole medie imprese che hanno subito un calo nella crescita. Inoltre, a livello globale il 75% delle PMI in crescita afferma che i propri clienti si aspettano transazioni online, di conseguenza, il 72% di esse ha attivato una presenza e-commerce. In Italia nell’ultimo anno il 72% delle PMI ha aumentato la presenza online della propria azienda, nello specifico le aziende italiane hanno concentrato maggiormente i loro investimenti nelle tecnologie a servizio del marketing e dell’assistenza clienti: il 42% ha ampliato i modi in cui i clienti possono entrare in contatto con loro e il 39% offre ai propri clienti maggiore flessibilità per soddisfare le loro necessità. Giovanni Crispino, Senior Area Vice President France, Southern Europe Middle East & Africa di Salesforce, dichiara “le aziende sono diventate più digitali e quindi più agili. Quando l’emergenza sanitaria sarà finalmente terminata, i benefici risulteranno ancor più evidenti, la situazione sarà completamente nuova e i cambiamenti introdotti rappresenteranno il vero motore della crescita”. Infatti, secondo il 75% del campione della ricerca, le trasformazioni digitali derivate dalla pandemia produrranno anche effetti positivi a lungo termine. In questo scenario per un’azienda risulta di fondamentale importanza dotarsi di infrastrutture tecnologiche sicure e performanti. In questi termini Intred si pone come partner strategico in grado di offrire servizi di comunicazione sempre più all’avanguardia e completi, affiancando le attività business nella transizione al digitale.

Nuovi diritti nell'era della digital transformation

Nel settembre 2021 la Commissione europea ha introdotto un solido quadro di governance per raggiungere gli obiettivi digitali sotto forma di un percorso per il decennio digitale. In quest’ottica la Commissione chiede al Parlamento europeo e al Consiglio di sottoscrivere una dichiarazione per garantire diritti nell’era della digital transformation. Tra i diritti fondamentali per la trasformazione digitale nella dichiarazione verranno annoverati principi quali: porre al centro le persone e i loro diritti, sostenere la solidarietà e l’inclusione, garantire la libertà di scelta online, promuovere la partecipazione allo spazio pubblico digitale, aumentare la sicurezza, l’autonomia e la responsabilità delle persone e promuovere la sostenibilità del futuro digitale. La dichiarazione sui diritti e i principi digitali sarà un vero e proprio manifesto della trasformazione digitale che l’Europa intende promuovere e difendere; fornirà, inoltre, una guida ai responsabili politici e alle imprese per quanto riguarda le nuove tecnologie. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato di voler adottare le nuove tecnologie, ma continuando a tenere fede ai valori dell’Europa. Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva per “Un’Europa pronta per l’era digitale”, afferma “Vogliamo tecnologie sicure che servano alle persone e che rispettino i nostri diritti e valori anche quando siamo online”. I diritti e le libertà sanciti dal quadro giuridico dell’Ue e i valori europei espressi dai principi dovrebbero essere rispettati sia online che offline. In questi termini la dichiarazione sui diritti e i principi digitali stabilirà in modo definitivo che ciò che è illegale offline deve esserlo anche online. Il Parlamento europeo e il Consiglio sono invitati a discutere il progetto di dichiarazione e ad approvarlo al più alto livello entro l’estate. Intred è consapevole di come la disponibilità di tecnologie via via più performanti costituisca un vantaggio competitivo concreto, per questo motivo il suo sguardo è costantemente orientato al futuro.