Intred Magazine

Spid: cos’è, come funziona e come si chiede

Per comunicare con l’Agenzia delle entrate, controllare le nostre prestazioni sociali e pensionistiche sul sito dell’Inps, vedere il nostro Fascicolo sanitario elettronico, richiedere il bonus vacanze, scaricare la app Immuni… Oggi, lo Spid, Sistema Pubblico di Identità Digitale, ci è sempre più necessario. Ma di che cosa si tratta esattamente? E come richiederlo? È un’identità digitale unica Lo Spid è una soluzione che permette sia ai cittadini sia alle imprese di accedere a tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti privati aderenti, con un’unica autenticazione. Ciò significa che non dobbiamo più ricordarci decine di password, codici utenti, pin: ci basta una sola identità digitale, costituita da username e password, per compiere più operazioni. L’utilizzo è gratuito L’utilizzo dello SPID è gratuito. Ma come fare a richiederlo se ancora non lo avete? Innanzitutto, dovete essere in possesso di un indirizzo e-mail, un numero di telefono cellulare, un documento di identità valido, la tessera sanitaria con il codice fiscale. A questo punto, dovete scegliere fra gli identity provider disponibili (Aruba, Infocert, Intesa, Namirial, Poste, Register, Sielte, Tim o Lepida) e registrarvi sul loro sito. Ciascuno fornisce diverse modalità di registrazione gratuitamente o a pagamento e diversi livelli di sicurezza. In ogni caso, dopo aver creato le vostre credenziali SPID, dovete effettuare il riconoscimento a scelta tra: di persona o tramite Carta d’Identità Elettronica (CIE)*, Carta Nazionale dei Servizi (CNS), Firma Digitale o webcam. In alternativa, potete recarvi presso una delle pubbliche amministrazioni abilitate. Una volta che avete ottenuto lo SPID potete utilizzarlo a seconda delle vostre esigenze. Avete bisogno, però, di un’ottima connessione internet che vi consenta di navigare senza interruzioni o rallentamenti. Se non siete ancora passati a Intred fatelo ora: così lo SPID, davvero, non sarà più un problema.

L’enoturismo a Brescia ai tempi della vendemmia e dell’autunno

Quello della vendemmia e dell’autunno è indubbiamente uno dei periodi più suggestivi dell’anno per visitare i vigneti. E, infatti, secondo una recente indagine dell’Osservatorio Reale Mutua dedicato all’agricoltura, al 38% degli italiani piacerebbe vivere un’esperienza di enoturismo, alla scoperta delle tante eccellenze vitivinicole presenti in Italia. La provincia di Brescia è particolarmente affascinante e ricca di spunti da questo punto di vista. Un periodo magico In genere, in Italia, la vendemmia si svolge fra agosto e ottobre. Questi, dunque, sono gli ultimissimi giorni per ammirare le vigne cariche di grappoli maturi. Ma non per godere dei caldi colori autunnali. I numerosi vigneti sparsi per la provincia di Brescia sono la meta ideale per gli appassionati di enoturismo. Offrono, infatti, la possibilità di dedicarsi a tante attività diverse: visite in cantina, degustazioni, passeggiate in mezzo alla natura, itinerari dedicati, solo per fare qualche esempio. Ecco alcuni degli appuntamenti imperdibili in autunno. * Profumi del mosto: domenica 18 ottobre, 20 note cantine della provincia di Brescia, sulle colline tra Desenzano e San Felice del Benaco (a Calvagese, Bedizzole, Puegnago, Moniga, Manerba e Padenghe), aprono le loro porte ai visitatori, avvolgendoli con i profumi della vendemmia appena conclusa. Info: https://www.profumidimosto.it [https://www.profumidimosto.it] * Strada del Franciacorta: chi ama le bollicine non può perdersi questo viaggio fra i vigneti da cui nasce il famoso Franciacorta, un vero e proprio cult per gli amanti dell’enoturismo. Anche se la vendemmia è praticamente conclusa, l’autunno rimane una stagione ideale per visitare questa zona così nota della provincia di Brescia. Le tonalità del rosso, del giallo, dell’arancione e del marrone, infatti, rendono i paesaggi franciacortini ancora più suggestivi. Info: https://www.franciacorta.net/it/ [https://www.franciacorta.net/it/] * Tra Vigne e Vigneti: è uno dei percorsi proposti dal Consorzio Valcamonica IGT, che comprende le cantine produttrici del vino Valcamonica IGT, dai conoidi della Concarena ai terrazzamenti della media Valle, fino ai paesi di Gianico e Artogne. L’itinerario, imperdibile per gli appassionati di enoturismo, può essere percorso a piedi, in bicicletta o in macchina, anche in autunno e nel post-vendemmia. Lungo il percorso si incontrano piccoli borghi che offrono molte ricchezze culturali, ambientali e storiche. Info: https://www.consorziovinivallecamonica.it [https://www.consorziovinivallecamonica.it] La provincia di Brescia è il luogo ideale per praticare un enoturismo divertente e di qualità, anche in autunno. Per avere un’idea di dove andare e cosa fare, prenotare eventuali visite o attività, conoscere i ristoranti consigliati, sapere le regole anti- Covid da rispettare è utile fare ricerche mirate in internet. Per questo, occorre dotarsi di una connessione adeguata. Non siete ancora nostri clienti? Allora passate a Intred: con la nostra fibra ottica, super veloce e stabile, potrete navigare senza più rallentamenti o interruzioni.

Smartworking, quali sono le abitudini degli italiani nelle nuove case- ufficio?

A distanza di parecchi mesi dallo scoppio della pandemia, molti di noi stanno continuando a lavorare da remoto. Ancora oggi, infatti, lo smartworking rimane una scelta obbligata per molti genitori e la soluzione ideale per tanti lavoratori alle prese con le difficoltà scatenate dal Covid-19. Ma fra video call, scrivanie improvvisate e problemi di connessione, quali sono le nuove abitudini degli italiani nelle case- ufficio? Le video call sono una costante Secondo un’indagine che InfoJobs, la piattaforma n.1 in Italia per la ricerca di lavoro online, ha realizzato per capire come si svolge la vita degli italiani ai tempi dello smartworking e del Covid-19, chi lavora nelle case- ufficio impiega una buona parte della propria giornata cercando di rimanere in contatto con colleghi, capi, clienti, fornitori. Infatti, il 34,8% dei partecipanti trascorre al telefono da una a tre ore al giorno e il 13,2% ben quattro ore o più. Spesso, non ci si limita alla semplice chiamata, ma si sceglie la video call. È il modo migliore per rimanere sempre in contatto Ma per quali motivi, durante lo smartworking, si trascorre così tanto tempo al telefono? Quando a mandare la richiesta di video call sono i superiori, nel 53,6% dei casi la ragione è un aggiornamento del team, mentre nel 28,4% il bisogno di discutere report/preventivi o proposte last minute. Anche quando l’idea parte dai colleghi, nella maggior parte dei casi è per un allineamento del team (59,6%). Molto sentito, inoltre, il bisogno di supporto (47,5%) o di divisione delle attività per rispettare le deadline stabilite. Il 14,1% dei “pari”, poi, organizza pre-meeting dalle rispettive case-ufficio prima di affrontare il capo: evidentemente il Covid-19 non ha annullato il timore di non apparire allineati davanti ai superiori. Gli imprevisti sono all’ordine del giorno Fare una video call è tecnicamente molto semplice. Ma quando si è in smartworking non mancano certo gli imprevisti. I più frequenti sono i figli che urlano o litigano (46%) e i familiari con mise improbabili che irrompono nelle case-ufficio (41,1%). Comuni anche i rumori del collega multitasking, come il tramestio dei piatti, l’acqua del bagno, lo sfrigolio del soffritto (27,6%), e il gatto che passa davanti al monitor (20,8%). Gli italiani dedicano attenzione alla preparazione delle video call Eppure i lavoratori investono tempo ed energie nella preparazione delle video call e prestano attenzione a diversi aspetti. Infatti, si preoccupano di cercare un luogo, all’interno delle case-ufficio, dove l’audio sia perfetto e dove siano sicuri di non essere disturbati (48,5%), e anche dove ci sia uno sfondo neutro (26,7%). Inoltre, curano l’aspetto (19,4%) e ovviamente fanno in modo di essere preparati in merito all’agenda del giorno (22,4%). Anche se in smartworking per via del Covid-19, infatti, non vogliono farsi trovare impreparati. Serve una connessione adeguata Il successo di una video call, però, dipende anche da un altro, fondamentale, aspetto: la connessione. Non è un caso che il 30,5% degli italiani si sia sentito ripetere più di una volta, o abbia detto, “togli il video che magari prendi meglio”. Se volete che le vostre case-ufficio siano perfette, dunque, dovete assicurarvi anche di avere una rete internet affidabile, stabile e sicura. Scegliete Intred: con i nostri servizi, rimanere in contatto senza interruzioni anche da remoto non sarà più un problema.

Rientro al lavoro: 1 italiano su 3 ha paura a causa del Covid-19

Quello di quest’anno, in pieno post-lockdown, è un rientro decisamente particolare. Oltre che con le difficoltà tipiche di ogni ripartenza post-vacanze, infatti, stiamo facendo i conti anche con lo spettro del Covid-19. Ma quali sono oggi le paure più comuni fra i lavoratori italiani e come dovrebbero gestirle i datori di lavoro? Molti temono il contagio dopo il rientro Secondo l’indagine “The World After Lockdown” condotta dall’Osservatorio Nomisma per conto di UniSalute, il 32% degli italiani sta vivendo il rientro al lavoro dopo le vacanze e dopo il lockdown con paura e spaesamento. Il 45% ha ammesso di temere che i colleghi non rispettino i protocolli di sicurezza e il 31% ha dichiarato di essere preoccupato di un possibile contagio nel tragitto casa-lavoro. Anche chi lavora da remoto non è sereno: il 46% di chi è in telelavoro o in smartworking vive l’idea del rientro sul luogo di lavoro con ansia e agitazione. Tutti vogliono test e tamponi rapidi Che cosa dovrebbero fare, dunque, le aziende per rassicurare il personale e tutelarlo? Secondo il 68% dei lavoratori è indispensabile innanzitutto che rispettino i protocolli nazionali di sicurezza. Più della metà degli italiani vorrebbe, inoltre, che i datori di lavoro attivassero iter snelli, rapidi e semplici per permettere ai propri dipendenti di eseguire velocemente i test sierologici (il 58%) o i tamponi (il 57%). Non solo. Per il 46% degli intervistati sarebbe utile mettere a disposizione dello staff un servizio di teleconsulto medico che fornisca chiarimenti e consigli sul Covid-19 e per il 43% sarebbe utile attivare un servizio di consegna a domicilio dei farmaci in caso di malattia. Le aziende non sono ancora pronte ad affrontare le sfide imposte dal Covid-19 I datori di lavoro, al momento, non sembrano pronti a rispondere ai bisogni dei dipendenti. Dall’indagine, infatti, emerge che solo meno di un terzo degli italiani è occupato in un’azienda che offre la possibilità di eseguire il test sierologico (27%) e il tampone (26%) in tempi rapidi. I numeri sono ancora più bassi quando parliamo di videoconsulto (21%), teleconsulto (20%) e consegna domiciliare dei farmaci (19%). La sicurezza sul lavoro è sempre più importante La sicurezza sul luogo di lavoro è sempre importante, ma lo è a maggior ragione in questa fase. Dopo il lockdown e con i contagi di nuovo in crescita, i datori di lavoro dovrebbero adoperarsi per garantire la massima serenità ai dipendenti e per tutelare la loro salute. È fondamentale che si dotino di tutti gli strumenti utili a proteggerli. A cominciare da soluzioni di telecomunicazione d’avanguardia, che consentano di attivare servizi ormai indispensabili, come i videoconsulti. Per questo, le aziende che ancora non sono nostre clienti dovrebbero passare a Intred: grazie alla nostra connessione superveloce e stabile saranno sempre in prima linea per la salvaguardia del loro personale.

I consigli per fare un backup di successo di telefono e computer

Fotografie, video, file audio, documenti: oggi i nostri dispositivi elettronici sono dei veri e propri archivi di “pezzi” importanti delle nostre vite. Eppure, nonostante i nostri dati digitali siano sempre più numerosi e preziosi, non sempre li salvaguardiamo come dovremmo. Non tutti, infatti, hanno l’abitudine di fare un backup accurato e regolare. Anche voi vi dimenticate di creare periodicamente una copia di sicurezza di tutti i vostri file digitali? Ecco come potete porre rimedio. Non potete farne a meno Il backup vi aiuta a proteggere i vostri dati nel caso in cui: * l’hardware e/o il software in cui sono custoditi subiscano dei danni; * i file digitali si corrompano, per esempio per un improvviso sbalzo di tensione; * i vostri dispositivi vi vengano rubati o subiscano attacchi informatici; * cancelliate per sbaglio dei file. Il backup online è la soluzione migliore Il backup migliore è quello online, che sfrutta i sistemi di archiviazione basati su cloud. Esistono varie piattaforme che vi consentono di compiere questa operazione, come Dropbox, Google Drive o iCloud. Se avete determinati sistemi operativi (tipo Windows 8) non avete nemmeno bisogno di programmi aggiuntivi. Qualsiasi strumento scegliate, comunque, dovete copiare al suo interno i vostri file digitali. Meglio scegliere l’autenticazione a due fattori Per proteggere i vostri backup online, aggiungete l’autenticazione a due fattori ai vostri account, in modo che gli hacker facciano più fatica a violarli e che non siano possibili accessi accidentali e indesiderati dovuti a password rimaste memorizzate nella cache (la memoria dei programmi usati per navigare). Si tratta di un’opzione facoltativa che dovete attivare direttamente sulla piattaforma che utilizzate per il vostro backup: prevede che per l’accesso, oltre alla password, inseriate anche un secondo fattore, che nella maggior parte dei casi è un codice numerico. Sì anche ai dispositivi di memorizzazione In aggiunta al backup online, fate anche più copie di backup offline, in una posizione fisica che non sia in alcun modo collegata al PC o alla rete nella quale avete salvato i dati originali. Potete scegliere fra vari supporti, come unità USB, schede di memoria, hard disk esterni, pen drive, memory card. L’importante è che siano di ultima generazione e di marche affidabili. Per sicurezza, effettuate due copie, su due dispositivi diversi, e tenetele lontane dal computer e non connesse a internet. Dovete aggiornarli Ricordate di tenere aggiornati i vostri backup. Esistono anche programmi e cloud che sono in grado di copiare i file digitali in modo “invisibile” e di aggiornare in automatico gli archivi. Quando non state creando, aggiornando o usando il vostro backup “chiudetelo”: effettuate il logout dagli account e/o scollegate i dispositivi di memorizzazione. Ora che avete capito come fare un backup di successo non vi resta che agire. Prima, però, dovete controllare la vostra connessione internet: se è troppo debole o instabile, infatti, salvare i file digitali su cloud potrebbe rivelarsi una vera e propria impresa. Se non volete correre rischi, affidatevi a Intred: con la nostra fibra ottica, ultraveloce e performante, i vostri dati saranno sempre al sicuro.

A caccia di funghi nella provincia di Brescia: i consigli per una raccolta sicura

A CACCIA DI FUNGHI NELLA PROVINCIA DI BRESCIA: I CONSIGLI PER UNA RACCOLTA SICURA Per gli appassionati del genere questa è una stagione d’oro. Agosto, settembre e ottobre, infatti, sono i mesi in cui i sottoboschi si riempiono di funghi e anche una semplice gita in montagna con la famiglia può trasformarsi in un’occasione perfetta per riempiere i cestini. Bisogna però fare attenzione: non tutti i funghi sono commestibili e perfino quelli buoni possono creare problemi se non vengono “trattati” nel modo corretto. Se anche voi avete questo hobby, quindi, non dovete sottovalutare i rischi. Potete tranquillamente programmare un’escursione nei tanti territori della provincia di Brescia ricchi di funghi, ma tenendo sempre ben presenti alcune regole. Il decalogo per non correre rischi 1. Non raccogliete i funghi che si trovano vicino alle strade trafficate: potrebbero aver assorbito le sostanze tossiche, come quelle emesse dalle auto. 2. Una delle regole più importanti da seguire nella raccolta? Evitate di raccogliere le specie che non conoscete. 3. In caso di dubbi, chiedete a un esperto oppure scartateli. Presso le Ats della provincia di Brescia (e non solo), esistono gli ispettorati micologici: servizi per il riconoscimento dei funghi eseguito da micologi professionisti. 4. Pulite i funghi dalla terra sul posto di raccolta. Poi riponeteli in un cesto di vimini: in questo modo dalle fessure possono cadere le spore (cellule che permettono la riproduzione). Inoltre, così evitate la formazione di condensa (cosa che potrebbe succedere con un sacchetto di plastica e che potrebbe rendere tossici i funghi). 5. Raccogliete i funghi interi, staccandoli con leggeri movimenti rotatori, senza strapparli o tagliarli alla base del gambo, in modo da lasciare intatti i caratteri morfologici necessari al riconoscimento. 6. Una volta a casa, ripulite i funghi con un panno- carta inumidito: meglio, invece, non lavarli sotto l’acqua corrente, altrimenti si impregnano di acqua e perdono il loro sapore. 7. Spazzolate accuratamente con un pennellino le lamelle che si trovano sotto il cappello e raschiate con un coltello le parti più sporche di terra. 8. Consumate i funghi appena raccolti oppure conservateli adeguatamente (essiccati, congelati o messi sott’olio): altrimenti possono avariarsi e, se ingeriti, determinare disturbi gastroenterici. 9. Bambini, anziani, donne in gravidanza e in allattamento, persone che soffrono di disturbi gastrici, epatici o renali dovrebbero evitare, o quantomeno limitare, il consumo di funghi: anche se commestibili, questi cibi sono scarsamente digeribili e in alcuni casi (soprattutto se sono crudi o mangiati in elevate quantità) potrebbero determinare disturbi gastroenterici. 10. Fate estrema attenzione all’utilizzo di manuali fotografici: si diventa esperti cercatori di funghi solo attraverso l’insegnamento da parte di persone preparate; è importante partecipare, per esempio, ai corsi tenuti dalle associazioni micologiche presenti a Brescia e in tutta Italia. Brescia è il regno dei funghi La provincia di Brescia è il paradiso dei fungaioli. Se volete andare in cerca di funghi, non avete che l’imbarazzo della scelta: Valcamonica, Val Palot, Valle Sabbia, Monte Padrio, Valtrompia sono solo alcune delle mete perfette per le vostre escursioni. Per conoscere le regole della raccolta delle varie zone potete consultare i siti di riferimento. Per esempio, per la Valle Camonica: http://www.turismovallecamonica.it/it/content/raccolta-funghi-valle-camonica-il-regolamento-2020 [http://www.turismovallecamonica.it/it/content/raccolta-funghi-valle-camonica-il-regolamento-2020]. Ovviamente dovete disporre di un collegamento internet adeguato. Se non siete ancora nostri clienti, passate a Intred: grazie alla nostra connessione super veloce e affidabile non avrete più alcun problema a reperire tutte le info di cui avete bisogno.

Ripartenza: che scuola ci aspetta fra lezioni in presenza e didattica a distanza?

Dopo una pausa di oltre sei mesi, per bambini e ragazzi è finalmente arrivato il momento di ritornare in classe. Ma che scuola li aspetta fra lezioni in presenza, didattica a distanza e ricorso massiccio alla tecnologia? Mai come quest’anno, la ripartenza è confusa e incerta. Che cosa cambia per le superiori Il piano scuola 2020-2021 della ministra Lucia Azzolina, per certi versi, rappresenta una rivoluzione. Infatti, per la prima volta diventano obbligatorie l’adozione di un ambiente virtuale di apprendimento e la didattica integrata (digitale e in presenza), perlomeno per gli istituti secondari di II grado. Le scuole, dunque, si sono organizzate per offrire ai propri studenti lezioni sia in presenza sia da remoto, grazie al ricorso alla tecnologia. In alcuni casi, le classi sono state divise: una parte degli alunni va a scuola e un’altra sta a casa, a rotazione. In altri casi, la didattica digitale è prevista soprattutto nel caso in cui gli studenti siano costretti a rimanere isolati per sintomi sospetti. Niente didattica a distanza per elementari e medie Per quanto riguarda scuola primaria e secondaria di primo grado, per ora si parte in presenza. Non è escluso, però, il ricorso alla didattica a distanza (DaD) nel caso in cui siano necessarie una chiusura degli istituti scolastici o la sospensione delle lezioni. L’organizzazione cambia da istituto a istituto: c’è chi ha orari di ingresso e di uscita scaglionati, chi accessi diversi per ogni classe, chi non offre più il servizio mensa e chi, invece, non ha fatto grandi stravolgimenti. La tecnologia entrerà sempre più nella scuola Quel che è certo è che gli alunni dovranno avere sempre più dimestichezza con la tecnologia. Complice l’emergenza sanitaria, andremo sempre più verso una scuola digitale, in cui tablet, pc, competenze tecniche, chat e aule virtuali saranno protagonisti insieme a insegnanti e alunni. Le famiglie e le scuole che ancora non si sono attrezzate in questo senso, dunque, dovranno correre ai ripari al più presto. Dotandosi non solo dei device necessari, ma anche di una connessione di ultima generazione, che offra a tutti le stesse possibilità di accesso. Chi non vuole rischiare di rimanere tagliato fuori può affidarsi a Intred: grazie alla velocità e affidabilità della nostra fibra ottica, la scuola del futuro sarà più inclusiva e alla portata di tutti.

Il digitale traina il mercato del lavoro

Il mercato del lavoro parla sempre più digitale. Se state cercando un nuovo impiego o se volete dare una dritta a uno studente alle prese con la scelta dell’università allora dovreste tenere presente che le figure più ricercate oggi sono quelle legate alle nuove tecnologie e al mondo digital. La conferma arriva anche dal LinkedIn Emerging Jobs Italia, uno dei report più importanti relativi ai trend sul lavoro. Le posizioni più richieste Oggi le aziende italiane e mondiali ricercano soprattutto professionisti nel campo del digitale, delle nuove tecnologie, dei dati e dei software. Le figure più gettonate? L’artificial intelligence specialist, il data protection officer, il salesforce consultant e il big data developer. Stando al report di LinkedIn, hanno ottime chance di trovare lavoro anche il bim (building information modeling) specialist, il lending officer in ambito bancario, il warehouse operative, il data scientist, il cyber security specialist e il customer success specialist. Una domanda in continua crescita Secondo l’Osservatorio delle competenze digitali, solo nel 2019 sono state circa 106.000 le job vacancy che avevano come oggetto posizioni inerenti ai settori ICT e digital. E i numeri sono destinati ad aumentare: le previsioni dicono che entro il 2021 mancheranno all’appello circa 28.000 professionisti con competenze legate alle nuove tecnologie e al mondo digitale. Sviluppatori, blockchain developer, digital marketers, UX/UI designer sono solo alcune delle figure che nel prossimo futuro non avranno difficoltà a trovare lavoro. In un mondo del lavoro che è sempre più digitale e ad alto contenuto tecnologico, aziende e professionisti devono poter contare su risorse e partner affidabili. Proprio come Intred, che propone soluzioni di telecomunicazione d’avanguardia. dall’ultimo Osservatorio delle competenze digitali [https://competenzedigitali.org/]

Insonnia? Ecco le regole per dormire bene

Da qualche tempo, vi capita di trascorrere buona parte della notte a rigirarvi nel letto o di non riuscire ad addormentarvi? Non siete certo i soli: questo periodo, infatti, è particolarmente a rischio di insonnia. Tutta colpa di una serie di fattori negativi che tendono a concentrarsi a settembre. Ma correre ai ripari non è impossibile. Ecco qualche dritta per ritrovare il giusto relax e ritornare a dormire bene. Settembre è un mese delicato Settembre non è un mese amico del buon sonno. In questo periodo, infatti, si concentrano tutta una serie di elementi negativi che possono causare insonnia. Ecco i più comuni: * le temperature e l’umidità ancora elevate, che vi impediscono di riposare bene; * il rumore che arriva fino in camera da letto attraverso le finestre lasciate aperte; * le zanzare che non sembrano intenzionate a cambiare meta; * lo stress e le tensioni dovute alla ripresa della normale routine; * il cambio dei ritmi sonno-veglia e, in generale, di molte abitudini; * il vortice di impegni che vi “risucchia al rientro”. Il decalogo del buon sonno Se soffrite di insonnia, provate a seguire queste semplici regole: dormire bene non sarà più un problema. 1. Per avere il giusto tasso di umidità e le giuste temperature, l’ideale sarebbe ricorrere a condizionatori e/o deumidificatori. 2. In alternativa, lasciate aperta la finestra della camera, tenendo le persiane chiuse o le tapparelle abbassate. 3. Se siete infastiditi dal rumore, nel periodo estivo allestite una camera da letto provvisoria nella zona meno rumorosa della casa. Oppure ricorrete ai tappi per le orecchie. 4. Per avvertire meno caldo fate una doccia prima di mettervi a letto oppure bagnatevi i polsi. 5. Dotatevi di lenzuola in lino o cotone, due materiali che donano una sensazione di freschezza. 6. A cena, non mangiate piatti troppo elaborati o molto ricchi di grassi che richiedono una digestione laboriosa. Meglio preferire verdure, pasta e riso. 7. Ritagliatevi sempre dei momenti in cui dedicarvi ad attività che vi piacciono e vi permettono di scaricare lo stress. 8. Cercate di andare a dormire, alzarvi e mangiare sempre agli stessi orari. 9. Prima di andare a letto, può essere utile bere un infuso caldo a base di camomilla, valeriana, melissa o passiflora: sono erbe sedative e antispasmodiche che inducono il sonno. 10. Nelle due ore che precedono il sonno evitate attività eccitanti e movimentate. Le app utili Anche la tecnologia può diventare una vostra alleata nella lotta all’insonnia. Esistono, infatti, alcune app studiate appositamente per migliorare il sonno. Per esempio, Calm, che vi insegna a ridurre lo stress e a prepararvi a un dolce riposo attraverso semplici tecniche di respirazione e meditazione. Anche Rise- Sleep Better vi suggerisce tecniche di meditazione consapevole, insieme a immagini guidate, rilassamento progressivo dei muscoli e terapia di accettazione e impegno. Relax Melodies vi aiuta, invece, a coprire i rumori molesti e a rilassarvi, grazie alla riproduzione di suoni zen. Non vi resta che scaricare la app che più fa al caso vostro. Prima, però, assicuratevi di avere una connessione super veloce e affidabile. Proprio come quella di Intred: diventando nostri clienti, non avrete più alcun problema di download e di collegamento Internet!

Le soluzioni più originali per il distanziamento sociale

In queste settimane gestori e proprietari di ristoranti, bar, discoteche, locali si sono davvero ingegnati per trovare il modo di far rispettare ai loro clienti l’ormai tristemente famoso distanziamento sociale, necessario per limitare la diffusione del Covid-19. Ecco alcune delle idee più originali che arrivano da tutto il mondo. I peluche e i manichini sulle sedie Alcuni locali hanno deciso di utilizzare oggetti particolari e divertenti per aiutare i loro clienti a capire dove possono sedersi e rispettare così il distanziamento sociale, come panda e orsacchiotti in peluche, mini manichini e sagome di cartone a grandezza naturale. Una trovata che ha un valore aggiunto: chi è da solo avrà quasi l’impressione di trovarsi al tavolo in compagnia di un amico. I mini-spazi chiusi Mangiare in una mini-serra di vetro, in una cupola di plexiglas o in una casetta di legno chiusa con stoffe e tende? No, non è un’utopia. Non più perlomeno. Diversi ristoranti, infatti, si sono attrezzati creando piccoli spazi delimitati e chiusi per i loro clienti, che così possono godere della giusta privacy e al tempo stesso rispettare il distanziamento sociale richiesto dalla pandemia di Covid-19. I tavoli su ruote e a due piani Tavoli personalizzati su ruote che sembrano enormi 45 giri in vinile, cappelli fatti con i tubi galleggianti da piscina, corone giganti di polistirolo in testa, tavolini su due piani: sono solo altri esempi di stratagemmi adottati in tutto il mondo per favorire il distanziamento sociale. Il Covid-19 sta avendo conseguenze pesantissime a tutti i livelli, ma non si può certo dire che abbia danneggiato la creatività. In internet trovate tantissime altre soluzioni originali, bizzarre e curiose progettate al solo scopo di far rispettare il distanziamento sociale. Per scoprirle, avete bisogno di una sola alleata: una connessione che non salti mentre scaricate video, immagini e info. Se non volete correre rischi, scegliete Intred, una garanzia!

Voglia di camminare? Ecco 3 sentieri in provincia di Brescia

Amate le escursioni e le gite in mezzo alla natura? Allora siete fortunati: la provincia di Brescia è costellata di sentieri che si inerpicano fra colline e montagne, si addentrano nei boschi, fiancheggiano i corsi d’acqua e attraversano la pianura. Potete scegliere fra tantissime proposte diverse, in base al vostro grado di allenamento, alle vostre esigenze e alla vostra voglia di camminare. Ecco tre suggerimenti. Val Grande La Val Grande, a Vezza D’Oglio, è una di quelle mete che mette tutti d’accordo: escursionisti esperti, famiglie con bambini, appassionati di montagna, persone che vogliono camminare ma senza strafare. Infatti, offre tante escursioni diverse, per cui ciascuno può individuare quella che più fa al caso suo. Il tutto in uno scenario davvero suggestivo, a circa 100 km da Brescia. Info: http://www.sentieridimontagna.it/ [http://www.sentieridimontagna.it/la-valle-camonica-non-adamellina/val-grande-di-vezza-doglio/] Parco delle Fucine di Casto Se siete affascinanti dai corsi d’acqua, il parco delle Fucine di Casto è la località adatta a voi: potete, infatti, passeggiare fra un laghetto, piccole cascate e fiumi. Ad attendervi anche vie ferrate, pareti per arrampicate, sentieri da trekking, itinerari per mountain bike, ponti tibetani, un canyon prodotto dall’erosione della roccia, teleferiche e circuiti per escursioni. Info: www.ferratecasto.com [http://www.ferratecasto.com/] Monte Isola Monte Isola, una delle perle della provincia di Brescia, è sempre una buona idea: se volete camminare su sentieri ripidi, potete salire fino alla Madonna della Ceriola. Se preferite le escursioni più blande potete percorrere il tratto che collega Peschiera Maraglio e Sensole. Volete una via di mezzo? Allora fate tutto il giro dell’isola a piedi. Info: www.visitmonteisola.it [http://www.visitmonteisola.it] Quelle che vi abbiamo suggerito sono solo alcune delle innumerevoli escursioni che potete fare nel territorio di Brescia. Se volete conoscere altri sentieri da affrontare da soli o in compagnia fate una ricerca in internet. Per scaricare mappe, piantine e consigli in maniera veloce affidatevi alla connessione sicura e veloce di Intred. Così non perderete tempo prezioso e potrete iniziare subito a camminare.

Coronavirus: le raccomandazioni per la spiaggia

Probabilmente mai come quest’anno, avete bisogno di evadere, staccare la spina da tutto e godervi le vostre meritate vacanze al mare. Purtroppo, però, a causa dei rischi legati al nuovo Coronavirus, non potrete comportarvi come al solito, sebbene le restrizioni siano molto meno limitanti rispetto a quanto ipotizzato fino a qualche settimana fa. Vediamo allora quali sono le principali raccomandazioni da rispettare in spiaggia ai tempi del Covid-19. Non dimenticate le normali regole di igiene Innanzitutto, è importante che anche in spiaggia, così come al lavoro e in città, rispettiate le semplici misure precauzionali che tutti abbiamo imparato a conoscere da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus. Quindi, lavatevi spesso le mani con acqua e sapone o gli appositi gel disinfettanti, starnutite e tossite nell’incavo del gomito o in fazzoletti di carta da gettare subito dopo l’uso, mantenete almeno un metro di distanza dagli altri bagnanti (ovviamente sempre che non si tratti di famigliari conviventi), indossate la mascherina quando non potete rispettare il distanziamento minimo o entrate nei baretti e ristoranti della spiaggia. In questo modo, proteggerete voi stessi e gli altri dai rischi connessi al Covid-19. Abbiate buon senso È importante anche che evitiate di frequentare la spiaggia, e in generale tutti i luoghi pubblici, se avete sintomi influenzali e/o una temperatura corporea che supera i 37 gradi. Sta al vostro buon senso anche evitare di fermarvi in posti già affollati o cambiare lido nel caso in cui questo si riempia troppo. Se andate al bar, scegliete un posto e non cambiatelo più e lavatevi le mani subito prima e subito dopo. Sono tutti atti di rispetto che limitano l’eventuale diffusione del nuovo Coronavirus. Anche gli stabilimenti devono fare la loro parte Laddove possibile, i lidi dovrebbero offrire un sistema di prenotazione del posto, eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti in spiaggia. Tutti gli stabilimenti, inoltre, dovrebbero dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani, che rimangono i principali veicoli di trasmissione del nuovo Coronavirus, e disporre lettini e ombrelloni a debita distanza. Dovrebbero anche vigilare sul rispetto delle norme. Internet è vostra alleata Prima di partire per il mare, fate un salto in internet: così potrete prenotare in anticipo il posto negli stabilimenti balneari, informarvi sulle regole anti-Covid 19 previste nella località che avete scelto, conoscere le attività proposte in questa estate così anomala (in genere, basta andare sul sito del comune). E potrete anche scaricare la App Immuni, pensata appositamente per contenere la pandemia e ricostruire i contatti a rischio: un’alleata cui non potete rinunciare se volete viaggiare sereni. Per farlo, ovviamente, avete bisogno di una connessione! Come quella di Intred, sicura e affidabile. Se ancora non siete nostri clienti, prima di dedicarvi al relax in spiaggia, contattateci. Così la vostra sarà davvero una vacanza senza pensieri.